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Web Marketing Festival 2017 per Web Advertiser: gli Speech da Non Perdere

Ci siamo finalmente. Manca solo un giorno al Web Marketing Festival ed è il momento di preparare l’agenda.

Sì, perchè con i numeri record dell’evento – 30 sale e oltre 200 relatori concentrati in sole 2 giornate – l‘accuratezza della selezione è un must per non rimanere delusi e per non perdere speech interessanti. Per questo motivo, analizzando attentamente il programma del festival (ecco la versione completa in pdf) e il background dei relatori ho stilato un’agenda idealmente utile a fornire “ispirazioni” a chi si occupa di Web Advertising.

Ispirazioni, non soluzioni. Perchè il bello del gioco è tutto lì.

 

23 Giugno

  • 11.05 – 11.45: Gianluca Binelli, Sala Google Adwords – Come utilizzare le Parole Chiave migliori oltre la Rete di Ricerca. Mi è capitato di ascoltare un intervento di Gianluca nel corso dell’Adworld Experience 2017 sul microtargeting e mi ha colpito molto il suo approccio altamente scientifico all’analisi dei dati statistici combinato alla creatività nella ricerca e selezione delle fonti del dato, anche oltre adwords e analytics. E se parliamo di display, croce e delizia per molti Advertiser, questo tipo di ispirazioni per la scelta delle keywords cono preziosissime.

 

  • 11.50 – 12.30: Francesca Mambretti, Sala Facebook Advertising – Le persone al centro del percorso di acquisto. Strumenti di advertising Facebook, Instagram e Audience Network declinati secondo Personas e fasi del Marketing Funnel. Speech del genere sono piuttosto “classici” agli eventi sul digitale ma, a mio avviso, la componente “interessante” deriva dal fatto che a parlarne sia direttamente una persona del mondo Facebook.

 

  • 14.00 – 14.45: Chiara Francesca Storti, Sala Google Adwords – L’influenza dell’offline nell’online, tra testimonial e mispelling. Chiara è una presenza fissa nei più grandi eventi digitali in Italia, apprezzabile soprattutto per la sua capacità di trasmettere concetti complessi in modo molto chiaro e semplice. L’inevitabilità del collegamento tra offline e online impone la necessità di studiare delle strategie di marketing ad hoc. Da non perdere!

 

  • 17.30 – 18.10: Morrone e Strada, Sala Strategia e Innovazione – La misurazione del Drive to store nella GDO. 

 

  • 18.15 – 18.55: Ivano di Biasi, Sala Piattaforme e Servizi –  Keyword Research strategica con l’utilizzo di SEOZoom. Speech di stampo SEO dal fondatore di SEOZoom volto ad approfondire le modalità di comprendere il Search Intent degli utenti. Fondamentale non solo per la SEO ma anche per la scelta delle keywords e la strutturazione dei gruppi e delle campagne lato Adwords.

 

24 Giugno

  • 9.00 – 9:40: Luca Orlandini, Sala UX & Web Design – Landing Page Checklist : 40 cose da verificare per renderla efficace. La landing page è un elemento determinante per ottenere dei tassi di conversione positivi dalle campagne. Da non sottovalutare.

 

  • 9.45 – 10.25: Filippo Trocca, Sala Analytics –  Google Data Studio 101

 

  • 14.45 – 15.25: Lavecchia e Nucatolo Sala UX & Web Design – Marketing Segmentation e Personas, metodi complementari. Personas e segmentazione, due facce della stessa medaglia per tutte le attività di marketing online.

 

  • 17.00 – 17.30: Enrico Pavan, Sala Web Analytics – Bridging the GAP: colmare il divario tra online e offline

 

  • 17.45 – 18.25: Paolo Serra, Sala Programmatic – Modelli di Attribuzione nel Programmatic. Riflette la crescente consapevolezza della non-attendibilità “dell’ultimo clic”per la definizione delle strategie di advertising, particolarmente rilevante se si tratta di Programmatic.

 

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Perchè se fai Adwords non puoi perderti il Web Marketing Festival: (personale) Excursus Storico + Codice Sconto!

Correva l’anno 2014 quando decisi di iscrivermi al mio primo Web Marketing Festival, a Roma.

Primo in realtà solo per me…già in quell’anno il Festival giungeva alla terza edizione. E proprio in quei mesi, grazie a un coupon capitatomi per caso in mano e a un libro di Perry Marshall iniziavo un viaggio senza ritorno nell’universo del PPC.

E quell’edizione del Web Marketing Festival per me fu particolarmente significativa perchè, per la prima volta, ebbi l’occasione di confrontarmi con altre realtà: non eravamo più io e il mio account ma diversi inserzionisti da ascoltare, case history da testare, esperti a cui ispirarmi.

Da allora il Web Marketing Festival rimane per me un appuntamento imprescindibile. E non solo perchè mi ricorda i miei primi contatti “reali” con Google Adwords. Anche perchè a prescindere dalla veste “ludica” ed estiva dell’evento ad oggi è uno degli eventi più completi di Digital Marketing in Italiaper il 2017 sono previste 20 sale tematiche, da Google Adwords alla Web Analytics, dal Content Marketing alla SEO, fino all’Ecommerce e al Social Media Marketing. Ma attenzione: completezza non vuol dire perdita di specificità. Tutt’altro. In ogni occasione, in particolare per quanto concerne Google Adwords, ho potuto assistere ad interventi focalizzati, di assoluta qualità che, a prescindere dal livello base o avanzato, ti facevano venir voglia di accendere un PC e metterti immediatamente a sperimentare.

E negli anni molti interventi nelle sale Advertising mi hanno ispirata e continuano ad ispirarmi. Ecco il mio personale Excursus Storico:

Ispirazioni dal Web Marketing Festival 2014

  • Preparare gli strumenti: non avere elenchi di remarketing può essere limitante per campagne “spot” (Chiara Francesca Storti);
  • Identificare segmenti di mercato particolari a cui dedicare azioni mirate (Francesco Tinti)
  • Non trascurare le conversioni intermedie nella valutazione dell’efficacia di un account Adwords (Giampaolo Lorusso)

Ispirazioni dal Web Marketing Festival 2015

  • L’effetto Zeigarnik: “la mente umana ha più facilità a continuare un’azione già cominciata e portarla a termine piuttosto che dover affrontare un compito
    partendo da zero” (Rossella Cenini)
  • Utile testare il Remarketing sugli Annunci Dinamici della Rete di Ricerca (Luigi Sciolti).

Ispirazioni dal Web Marketing Festival 2016

  • “La recenza è positivamente correlata alla conversione nel remarketing” (Gianluca Binelli)
  • Con l’utilizzo combinato di excel e Adwords editor è possibile strutturare campagne con garndi mole di dati (Chiara Francesca Storti e Pasquale Altamura)
  • “Il tempo è un elemento importante nell’attribuire le conversioni” (Filippo Trocca)

E per il 2017?

L’appuntamento è a Rimini, il 23 e il 24 Giugno. Il programma ufficiale e l’elenco dei relatori non sono ancora stati pubblicati ma è ufficiale l’inserimento di nuove due sale rispetto al 2016, la sala “Branding” e la sala “Programmatic” il cui inserimento riflette una consapevolezza della comunità digitale sui trend di crescita del Programmatic Advertising in Italia. (Da tenere d’occhio!).

Se sei arrivato fin qui vuol dire che stai valutando anche tu di esserci. Ecco qui il codice sconto per avere, fino al 16/06, il prezzo bloccato di 99€ + IVA: mediawmf17

Tutte le altre novità e i dettagli sul sito ufficiale del Web Marketing Festival.

 

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E se il Fallimento della tua Campagna B2B Fosse Solo un Problema di Misurazione?

la rilevanza nella scelta dei KPI nel B2B

In rete ci sono molti articoli e altrettante domande sulle Community rispetto all’utilizzo proficuo di Adwords per le campagne B2B. La sensazione è che, in genere, sulle campagne Adwords B2B si tenda un pò ad estremizzare: da un lato, c’è chi afferma che il loro successo derivi dalla necessità di renderle funzionali ai momenti offline in cui si concretizza il contatto tra business e prospect (fiere, eventi, presentazioni) dall’altro, c’è chi mostra ROI stellari e, all’estremo, chi afferma che nel B2B Adwords non funzioni.

La risposta ovviamente non può essere univoca e non è rispondere a questo quesito lo scopo di quest’articolo. Tante sono infatti le variabili in giocosettore merceologico, time-to-market del prodotto, capacità e competenze dell’advertiser – che rendono praticamente impossibile una valutazione aprioristica dell’utilità o meno delle campagne Adwords per il settore B2B.

Più che sugli effetti, a mio avviso, occorrerebbe interrogarsi sulle cause. Un errore frequente di chi ha a che fare con campagne B2B è infatti il seguire, nella loro impostazione ed ottimizzazione, le stesse logiche e tecniche utilizzate per le campagne B2C. E non solo. Anche in fase di valutazione si tende a decretarne il buono o cattivo funzionamento utilizzando le stesse metriche e gli stessi KPI tipicamente usati per valutare le campagne B2C, con le conseguenze che si possono immaginare: miopia sulle effettive performance e inespressione delle reali potenzialità.

Ma quali dovrebbero essere le logiche da seguire per impostare le campagne B2B e per valutarne l’effettiva performance? Le risposte, a mio avviso, risiedono tutte nelle differenze paradigmatiche tra il business to business ed il business to consumer. Ed è proprio in virtù di tali peculiarità che dovrebbero essere impostate, ottimizzate e valutate le campagne B2B.

In quest’articolo, secondo delle case histories di campagne B2B su diversi settori merceologiciautomotive, IT e sistemi pubblicitari – saranno analizzate le principali variabili di differenziazione tra B2B e B2C e, in base ad esse, definite le Best Practices per il set-up e l’ottimizzazione e, infine, i KPI che possano garantirne la corretta valutazione.

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Annunci di Testo Estesi : Replicare o Creare ex Novo? Mini-Guida per Sopravvivere al Rush Finale

Ci siamo. Tra pochi giorni (la deadline è fissata al 31 gennaio) gli annunci di testo estesi saranno effettivamente gli “Annunci” in Google Adwords, soppiantando completamente i vecchi annunci standard che, dal 26 ottobre 2016 (con successiva proroga al 31 dicembre) non sono più editabili.

E se qualche inserzionista non avesse ancora effettuato la transizione? Come comportarsi nel Rush Finale prima della cesura definitiva?

Operativamente, si tratta di comprendere quale sia la procedura più efficace ed efficiente per effettuare la transizione. Google offre agli inserzionisti diversi strumenti a disposizione, come Adwords Editor, i caricamenti collettivi o, per gli utenti più “evoluti”, l’utilizzo degli script (v.ETA Transition Helper). Sebbene diverse nell’impostazione tutte le procedure partono da un unico presupposto: mantenere le informazioni contenute negli annunci standard.

Ma siamo effettivamente sicuri che in questo modo si riescano davvero a raccogliere i benefici prospettati da Google stesso nell’utilizzo del nuovo formato? O forse sarebbe opportuno fare tabula rasa e creare gli Annunci di Testo Estesi ex novo?

Piuttosto che focalizzarsi meramente sulla procedura, a mio avviso, occorrerebbe fare prima di tutto delle considerazioni di natura strategica; in particolare, comprendere quale sia il modo più opportuno per cogliere al massimo i benefici prospettati da Google con l’introduzione degli ETAmiglioramento CTR, ottimizzazione esperienza Mobile – e, contemporaneamente, ottimizzare le tempistiche di transizione in modo da non renderla troppo “traumatica”.

A seguire presenterò due modelli di transizione agli Annunci di Testo Estesi, il Modello Conservativo e quello Costruttivo. Il primo mantiene, nei nuovi annunci, il copy e le informazioni contenute nei vecchi annunci standard. Il secondo, invece, implica una riscrittura ex novo di tutti gli annunci. Per ognuno di essi presenterò le procedure di inserimento degli Annunci Espansi e, alla fine, delle Case History volte a comprendere quale sia il modello più opportuno per raggiungere i seguenti obiettivi strategici:

  • Massimizzazione delle tempistiche di implementazione
  • Massimizzazione della variazione positiva attesa del CTR
  • Ottimizzazione dell’Esperienza Mobile per l’utente.

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Raggruppare le Keywords e Demistificare le Intenzioni di Ricerca con il Modello AIDA

A volte, nelle Campagne Adwords su Rete di Ricerca, ci preoccupiamo molto delle offerte, del copy degli annunci, degli A/B test, degli script. Dedichiamo grande attenzione al lato tecnico del sistema, dando per scontato colui che è alla base di tutto: l’utente, chi fa la ricerca per trovare una risposta ad una sua domanda.

Senza dubbio Google Adwords è uno strumento di Marketing...e come tutti gli strumenti di Marketing, se il suo obiettivo è

creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento

Giancarlo Pallavicini

perchè non considerare dinamiche, schemi e matrici del Marketing Tradizionale per l’impostazione strategica delle nostre Campagne Google Adwords?

E’ il momento di un Back to Basic.

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Annunci Dinamici su Rete di Ricerca: la vittoria dell’Intelligenza Artificiale?

Ad essere sincera, non ho mai preso troppo sul serio gli Annunci Dinamici della Rete di Ricerca di Google Adwords. Creare una campagna a prescindere dall’analisi e dalla scelta delle keywords? Utilizzare annunci in parte generati automaticamente? Ignorare le landing e la necessità di adattarle alle parole chiave di ricerca? Il tutto ottimizzando al massimo tempi e procedure di gestione?

Il timore verso l’intelligenza artificiale poneva grandi limiti alla mia curiosità, per dirla alla Stephen Hawking. E costruivo le mie barriere con la diffidenza. E se avessero davvero funzionato, cosa avrei fatto io? Assistere inerme allo spettacolo degli automatismi? No. La macchina creata dalla mente umana che vince sulla mente umana? No. Non potevo accettarlo. E allora no, non mi interessavano.

Finchè, grazie a “La Bibbia di Adwords” di Francesco Tinti mi sono convinta a sperimentarli. E ho cambiato idea.

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Allocazione delle Risorse sui Canali Digitali: i Modelli di Attribuzione di Google Analytics

Credo che i Modelli di Attribuzione e lo strumento per il loro confronto siano attualmente una della cose più geniali presenti in Google Analytics.

Tool di misurazione, certamente, ma soprattutto di Marketing, utile al consulente ma anche all’imprenditore per comprendere effettivamente se le proprie risorse investite nei canali digitali siano sotto- o sovradimensionate.

Lo strumento che permette il confronto tra i modelli si trova in Google Analytics, nella sezione Conversioni>Attribuzione.

Ma prima del confronto, occorre definire i modelli.

Partiamo con una premessa: il processo di acquisto da parte degli utenti raramente implica un solo canale. O meglio. Il processo d’acquisto è frutto dell‘interazione tra diversi punti di contatto: ricerca organica, ricerca a pagamento, canali social, DEM…L’ultima interazione dell’utente, il clic che ha determinato il suo acquisto, è stata preceduta da una serie di interazioni di “assistenza”, che hanno contribuito al realizzarsi della conversione. Ciò è evidente, in Google Analytics, nel report relativo alle canalizzazioni multicanale, che mostra tutti gli step che hanno condotto l’utente alla conversione e relativi canali coinvolti:

canalizzazioni-multicanale

Ma la domanda è: posso effettivamente comprendere se le mie decisioni di investimento sui diversi canali sono corrette a partire dall’analisi delle canalizzazioni multicanale? Posso, in base ad essi, comprendere se l’allocazione delle risorse è stata effettuata in modo efficiente ed efficace?

La risposta è: NI. Lo strumento, insieme all’analisi delle Conversioni indirette, mi offre senza dubbio la possibilità di poter comprendere, a colpo d’occhio, come i singoli canali di marketing guidano l’utente alla conversione. Ma non risolvono la questione di allocazione delle risorse, o almeno non così semplicemente. Ipoteticamente, dovrei costruire una struttura analizzando i singoli processi di conversione, difficilmente aggregabili in un unico dato. Inoltre, questa struttura, difficilmente avrebbe capacità predittive in quanto è matematicamente impossibile poter prevedere e controllare il percorso che un utente potenziale potrebbe intraprendere.

Ciononostante, grazie ai Modelli di Attribuzione, è possibile attribuire un “merito” ad ogni canale che ha contribuito alla conversione e, in base ad esso, prendere decisioni in merito all’allocazione o riallocazione delle risorse.

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Google Adwords e protezione del Brand

Lo ammetto. Come primo post ho scelto un argomento abbastanza controverso e discusso, ma forse non abbastanza.

Chi ha provato a creare un testo o un titolo di un annuncio Adwords utilizzando la preposizione “dell'” mi darà ragione. In questi casi, infatti Google Adwords non permette la pubblicazione dell’annuncio in quanto “dell” corrisponde ad un marchio registrato.

Ok, dirà qualcuno, usiamo dei sinonimi. Benissimo. Ma se il problema fosse inverso, se un inserzionista usasse il mio marchio (non protetto) per promuovere i suoi servizi? Posizionandosi anche al di sopra dei miei annunci? E se io fossi un hotel, e vedessi le OTA (Booking.com & co.) posizionarsi AL DI SOPRA dei miei annunci, con il MIO nome, OTA alle quali PAGO fior fiore di commissioni?

Una soluzione c’è: attivare la procedura di tutela dei marchi di Google Adwords. Una volta attivata, gli inserzionisti non potranno utilizzare il termine corrispondente al marchio nel testo degli annunci.
Attenzione: solo nel testo degli annunci. Come specificano infatti le norme per la tutela dei marchi di Google Adwords, infatti,

Google non verifica o limita l’uso di termini registrati come marchi nelle parole chiave, anche se viene ricevuto un reclamo relativo a un marchio.

Questo vuol dire che io posso acquistare la keyword relativa al marchio di un mio concorrente, ma non posso utilizzarla per scrivere i miei annunci testuali, pena la non-pubblicazione da parte di Adwords dell’annuncio stesso.  Una bella vittoria per i piccoli “Davide”, particolarmente rilevante per il settore turistico, affollato di OTA e Tour Operator, dalle capacità di budget sicuramente più ampie rispetto alla singola struttura turistica.

Ecco come attivare la tutela del marchio passo per passo.

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