0

Annunci di Testo Estesi : Replicare o Creare ex Novo? Mini-Guida per Sopravvivere al Rush Finale

Ci siamo. Tra pochi giorni (la deadline è fissata al 31 gennaio) gli annunci di testo estesi saranno effettivamente gli “Annunci” in Google Adwords, soppiantando completamente i vecchi annunci standard che, dal 26 ottobre 2016 (con successiva proroga al 31 dicembre) non sono più editabili.

E se qualche inserzionista non avesse ancora effettuato la transizione? Come comportarsi nel Rush Finale prima della cesura definitiva?

Operativamente, si tratta di comprendere quale sia la procedura più efficace ed efficiente per effettuare la transizione. Google offre agli inserzionisti diversi strumenti a disposizione, come Adwords Editor, i caricamenti collettivi o, per gli utenti più “evoluti”, l’utilizzo degli script (v.ETA Transition Helper). Sebbene diverse nell’impostazione tutte le procedure partono da un unico presupposto: mantenere le informazioni contenute negli annunci standard.

Ma siamo effettivamente sicuri che in questo modo si riescano davvero a raccogliere i benefici prospettati da Google stesso nell’utilizzo del nuovo formato? O forse sarebbe opportuno fare tabula rasa e creare gli Annunci di Testo Estesi ex novo?

Piuttosto che focalizzarsi meramente sulla procedura, a mio avviso, occorrerebbe fare prima di tutto delle considerazioni di natura strategica; in particolare, comprendere quale sia il modo più opportuno per cogliere al massimo i benefici prospettati da Google con l’introduzione degli ETAmiglioramento CTR, ottimizzazione esperienza Mobile – e, contemporaneamente, ottimizzare le tempistiche di transizione in modo da non renderla troppo “traumatica”.

A seguire presenterò due modelli di transizione agli Annunci di Testo Estesi, il Modello Conservativo e quello Costruttivo. Il primo mantiene, nei nuovi annunci, il copy e le informazioni contenute nei vecchi annunci standard. Il secondo, invece, implica una riscrittura ex novo di tutti gli annunci. Per ognuno di essi presenterò le procedure di inserimento degli Annunci Espansi e, alla fine, delle Case History volte a comprendere quale sia il modello più opportuno per raggiungere i seguenti obiettivi strategici:

  • Massimizzazione delle tempistiche di implementazione
  • Massimizzazione della variazione positiva attesa del CTR
  • Ottimizzazione dell’Esperienza Mobile per l’utente.

Continue Reading

1

Raggruppare le Keywords e Demistificare le Intenzioni di Ricerca con il Modello AIDA

A volte, nelle Campagne Adwords su Rete di Ricerca, ci preoccupiamo molto delle offerte, del copy degli annunci, degli A/B test, degli script. Dedichiamo grande attenzione al lato tecnico del sistema, dando per scontato colui che è alla base di tutto: l’utente, chi fa la ricerca per trovare una risposta ad una sua domanda.

Senza dubbio Google Adwords è uno strumento di Marketing...e come tutti gli strumenti di Marketing, se il suo obiettivo è

creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento

Giancarlo Pallavicini

perchè non considerare dinamiche, schemi e matrici del Marketing Tradizionale per l’impostazione strategica delle nostre Campagne Google Adwords?

E’ il momento di un Back to Basic.

Continue Reading

1

Annunci Dinamici su Rete di Ricerca: la vittoria dell’Intelligenza Artificiale?

Ad essere sincera, non ho mai preso troppo sul serio gli Annunci Dinamici della Rete di Ricerca di Google Adwords. Creare una campagna a prescindere dall’analisi e dalla scelta delle keywords? Utilizzare annunci in parte generati automaticamente? Ignorare le landing e la necessità di adattarle alle parole chiave di ricerca? Il tutto ottimizzando al massimo tempi e procedure di gestione?

Il timore verso l’intelligenza artificiale poneva grandi limiti alla mia curiosità, per dirla alla Stephen Hawking. E costruivo le mie barriere con la diffidenza. E se avessero davvero funzionato, cosa avrei fatto io? Assistere inerme allo spettacolo degli automatismi? No. La macchina creata dalla mente umana che vince sulla mente umana? No. Non potevo accettarlo. E allora no, non mi interessavano.

Finchè, grazie a “La Bibbia di Adwords” di Francesco Tinti mi sono convinta a sperimentarli. E ho cambiato idea.

Continue Reading

4

Allocazione delle Risorse sui Canali Digitali: i Modelli di Attribuzione di Google Analytics

Credo che i Modelli di Attribuzione e lo strumento per il loro confronto siano attualmente una della cose più geniali presenti in Google Analytics.

Tool di misurazione, certamente, ma soprattutto di Marketing, utile al consulente ma anche all’imprenditore per comprendere effettivamente se le proprie risorse investite nei canali digitali siano sotto- o sovradimensionate.

Lo strumento che permette il confronto tra i modelli si trova in Google Analytics, nella sezione Conversioni>Attribuzione.

Ma prima del confronto, occorre definire i modelli.

Partiamo con una premessa: il processo di acquisto da parte degli utenti raramente implica un solo canale. O meglio. Il processo d’acquisto è frutto dell‘interazione tra diversi punti di contatto: ricerca organica, ricerca a pagamento, canali social, DEM…L’ultima interazione dell’utente, il clic che ha determinato il suo acquisto, è stata preceduta da una serie di interazioni di “assistenza”, che hanno contribuito al realizzarsi della conversione. Ciò è evidente, in Google Analytics, nel report relativo alle canalizzazioni multicanale, che mostra tutti gli step che hanno condotto l’utente alla conversione e relativi canali coinvolti:

canalizzazioni-multicanale

Ma la domanda è: posso effettivamente comprendere se le mie decisioni di investimento sui diversi canali sono corrette a partire dall’analisi delle canalizzazioni multicanale? Posso, in base ad essi, comprendere se l’allocazione delle risorse è stata effettuata in modo efficiente ed efficace?

La risposta è: NI. Lo strumento, insieme all’analisi delle Conversioni indirette, mi offre senza dubbio la possibilità di poter comprendere, a colpo d’occhio, come i singoli canali di marketing guidano l’utente alla conversione. Ma non risolvono la questione di allocazione delle risorse, o almeno non così semplicemente. Ipoteticamente, dovrei costruire una struttura analizzando i singoli processi di conversione, difficilmente aggregabili in un unico dato. Inoltre, questa struttura, difficilmente avrebbe capacità predittive in quanto è matematicamente impossibile poter prevedere e controllare il percorso che un utente potenziale potrebbe intraprendere.

Ciononostante, grazie ai Modelli di Attribuzione, è possibile attribuire un “merito” ad ogni canale che ha contribuito alla conversione e, in base ad esso, prendere decisioni in merito all’allocazione o riallocazione delle risorse.

Continue Reading

2

Google Adwords e protezione del Brand

Lo ammetto. Come primo post ho scelto un argomento abbastanza controverso e discusso, ma forse non abbastanza.

Chi ha provato a creare un testo o un titolo di un annuncio Adwords utilizzando la preposizione “dell'” mi darà ragione. In questi casi, infatti Google Adwords non permette la pubblicazione dell’annuncio in quanto “dell” corrisponde ad un marchio registrato.

Ok, dirà qualcuno, usiamo dei sinonimi. Benissimo. Ma se il problema fosse inverso, se un inserzionista usasse il mio marchio (non protetto) per promuovere i suoi servizi? Posizionandosi anche al di sopra dei miei annunci? E se io fossi un hotel, e vedessi le OTA (Booking.com & co.) posizionarsi AL DI SOPRA dei miei annunci, con il MIO nome, OTA alle quali PAGO fior fiore di commissioni?

Una soluzione c’è: attivare la procedura di tutela dei marchi di Google Adwords. Una volta attivata, gli inserzionisti non potranno utilizzare il termine corrispondente al marchio nel testo degli annunci.
Attenzione: solo nel testo degli annunci. Come specificano infatti le norme per la tutela dei marchi di Google Adwords, infatti,

Google non verifica o limita l’uso di termini registrati come marchi nelle parole chiave, anche se viene ricevuto un reclamo relativo a un marchio.

Questo vuol dire che io posso acquistare la keyword relativa al marchio di un mio concorrente, ma non posso utilizzarla per scrivere i miei annunci testuali, pena la non-pubblicazione da parte di Adwords dell’annuncio stesso.  Una bella vittoria per i piccoli “Davide”, particolarmente rilevante per il settore turistico, affollato di OTA e Tour Operator, dalle capacità di budget sicuramente più ampie rispetto alla singola struttura turistica.

Ecco come attivare la tutela del marchio passo per passo.

Continue Reading