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MeasureCamp 2018: Racconto della Tappa di Milano

Attratta dal concetto di “unconference”, dal suo svolgersi in un giorno work-free  – “se ci sarai è perché vuoi esserci”, il mantra nel sito ufficiale MeasureCamp – e dall’essere incentrata su un tema propedeutico al Digital Advertising, la Web Analytics, ho deciso di iscrivermi al MeasureCamp Milan.

Punto importante: gli eventi MeasureCamp, nati nel 2012 a Londra e diffusi successivamente in tutta Europa e nel Mondo sono delle “non-conferenze“. Ergo, programma non definito, speaker non definiti, temi non definiti, tipologie di interventi non definiti.

Per Approfondire: La storia dei MeasureCamp

“Potrebbe sembrare caotico”, l’avviso degli organizzatori. Ognuno è libero di apportare un personale contributo, che sia un topic di discussione, una presentazione o un workshop su un aspetto particolare della Web Analytics, una case history di successo o addirittura proporre un gioco ai partecipanti.

Qualche mese prima della data prevista avvengono le release dei biglietti gratuiti, disponibili in quantità limitata, ed è possibile preparare uno speech da presentare all’evento. Basta semplicemente compilare un modulo disponibile sul sito ufficiale menzionando il titolo dell’intervento, il livello di approfondimento ed una breve sintesi e, il giorno dell’evento “attaccarlo” fisicamente sul cartellone presente nella location, la “Session Board”, che riporta il timetable della giornata e le diverse sale disponibili:

Photo Credits: MeasureCamp Milan

Quali sono le ispirazioni che mi ha lasciato il mio primo MeasureCamp? Ecco un elenco:

Networking e Condivisione

Favorito da momenti previsti per l’interazione socialecome i coffee break o il pranzo in sede – il networking è uno dei punti di forza dell’evento, incentivato anche dalla pubblicazione in anticipo, sul sito ufficiali, dei nomi dei partecipanti e dei vari profili twitter (previo consenso!).

Ma non solo. Il respiro internazionale dell’evento, dato dalla multiculturalità del team organizzativo, dall’inglese come “prima lingua ufficiale” e dalla presenza di partecipanti provenienti da tutta Europa ha fatto sì che il networking qui ha assunto un aspetto cosmopolita, caratteristica raramente riscontrabile in altri eventi di Digital Marketing ospitati in Italia.

Inoltre, la possibilità di proporre uno speech sottoforma di discussione ha favorito ancora di più l’approccio di condivisione delle informazioni e dei punti di vista, che a tratti mi è sembrato rasentare il senso di connessione tipico dell’empatia. Ad esempio Peter, nell’ultimo intervento del giorno in sala “Pasta”, ha proposto una tavola rotonda di discussione sulle frustazioni che, quotidianamente, chi si occupa di Analytics e di Digital fronteggia nel proprio lavoro.

Per la cronaca, gli “Hippo” – le opinioni delle persone più pagate nelle aziende – e la mancanza di cultura aziendale sulla rilevanza della Digital Analytics sono state tra le frustrazioni più quotate.

 

Nuovi Tool da testare!

Sappiamo benissimo che l’universo dei tool disponibili sul mercato tenda all’infinito e quanto siano time-consuming la ricerca, l’installazione e il test di un nuovo tool, tanto che a volte potrebbe apparire più conveniente, in termini di risorse impiegate, rinunciare completamente ad arricchire la nostra cassetta degli attrezzi.

Il bello di molti eventi è quello di poter entrare direttamente in contatto con nuovi tool, evitando la fase di ricerca, e poter vedere “in diretta” come utilizzare un nuovo strumento e quali vantaggi concreti può apportare nelle  nostre attività Digital.

Ecco quelli che mi ha lasciato MeasureCamp Milan:

  • Knowage (www.knowage-suite.com): una suite con licenza open source di Business Intelligence che permette di visualizzare ed analizzare i propri dati derivanti sia da fonti tradizionali, come Google Analytics, che da sistemi di big data.

 

  • Uplifter (www.uplifter.ai): una piattaforma di machine learning che consente l’individuazione rapida di anomalie e difformità all’interno dei propri dati di Digital Analytics indagandone le cause e le eventuali azioni correttive da intraprendere.

 

  • Databoi (www.databoi.com): non un tool vero e proprio ma una raccolta online di materiali per scoprire ed implementare le funzionalità di python utili per le attività di marketing.

 

Case History Interessanti

Utili non solo per “toccare con mano” ma per lasciarsi ispirare nel vero senso del termine.

Enrico Pavan, ad esempio, ha mostrato come la corretta integrazione tra dati offline e online possa portare importanti benefici in termini di performance. Nel caso riportato, quello di un portale che vende birra, combinare i dati endogeni provenienti dalla Digital Analytics con quelli esogeni relativi alle condizioni metereologiche, ha permesso di mostrare delle creatività ad hoc in caso di particolari condizioni meteo, incrementando così la performance delle attività di Digital Advertising.

Marco Volpe, invece, ha mostrato come l’importazione in Google Analytics di dimensioni che riflettono le peculiarità del business di riferimento (nel caso dell’hospitality, ad esempio, il numero di figli) consenta di raccogliere dati significativi su quel segmento in base ai quali poter orientare in modo più efficace le attività di marketing.

 

Uscire dalla propria comfort-zone ed esplorare nuovi punti di vista

Il vantaggio più grande di un evento più orientato all’interconnessione che alla didattica è proprio questo: aprirsi a nuovi punti di vista e, in un certo senso, superare le proprie barriere conoscitive.

Robert ad esempio, partendo dalla forma “ad imbuto” del marketing funnel ha mostrato come l’approccio “triangolare” sia tipico di molti elementi della Digital Analytics ed occorra un’estrema attenzione nella loro gestione. Dalla gerarchia “triangolare” a livello di governance – amministratore, editor e utente – che è opportuno sistematizzare su un foglio di calcolo, in modo che sia sempre chiara e condivisibile, alla costruzione dei livelli di approfondimento delle dashboard – executive level, con i KPI principali del business, managerial level con i dati principali visualizzati in chart e engine room level, con tutti i dati disponibili. E suggerisce infine che gli approcci “a triangolo” possono essere una scelta vincente in termini di modellizzazione, utilizzo e semplificazione dei dati.

Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori” (I.Calvino)

Michela Marzoli

Michela Marzoli

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