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Le Best Practice per Facebook Advertising per il B2B – Reportage di Sara Briganti

Business-to-business o business-to-consumer: sembrerebbe solo una sfumatura, in realtà è un abisso.

Lato target, cambiano, tra le due forme di business, gli intenti di ricerca, gli attori coinvolti nonché il processo decisionale d’acquisto. Lato marketing, seppur gli strumenti possano essere gli stessi – basti pensare a Google e Facebook ADS – le loro declinazioni e relativi modelli di misurazione dei risultati devono necessariamente cambiare, proprio per tener conto delle differenze sostanziali tra le due forme di business.

Per approfondire: E se il fallimento della tua campagna B2B fosse solo un problema di misurazione?

Ciononostante, ragionare a compartimenti stagni, solo in termini di differenze può essere inefficiente. Ad esempio, catalogare alcuni canali esclusivamente come “leisure” – Facebook Ads – ed altri come “business” – Linkedin – può precluderci molte opportunità dalle nostre campagne di digital marketing.

La linea di confine ideale non esiste a priori, ma occorre tener conto, volta per volta, delle peculiarità relative ad intenti di ricerca, target e obiettivi dell’adv. Tuttavia, alcuni suggerimenti possono essere preziosi per orientare le nostre attività ed ampliare i nostri orizzonti.

Ce ne parla Sara Briganti, Giornalista e Web Marketing Strategist, in un illuminante guest post con le ispirazioni raccolte durante il Web Marketing Festival 2018 a tema “Facebook Ads per il B2B”.

Passo la parola a Sara.

 

Generazione Infinito” è la canzone manifesto del #wmf18.

Musica, ritmo e contenuti si alternano sul palco per la presentazione di quello che si appresta ad essere l’evento dedicato al Web Marketing più partecipato a livello nazionale.

Il pubblico della sala plenaria, piena all’inverosimile, è catapultato in un viaggio nel tempo scandito dai progressi dell’innovazione tecnologica.

Sul grande schermo, che fa da sfondo al palco, si alternano le immagini di Alan Turing, padre dell’intelligenza artificiale, fino ad arrivare ai giorni nostri e alla “Generazione Infinito”.

Infinito come il pensiero e la mente.

 

In un contesto in cui prendono forma mondi possibili si inserisce l’intervento di Alessandro Facco (@alessandrofacco), head of performance per Marketing Arena.

Suo l’intervento dal titolo: “Facebook advertising per il B2B: i mondi possibili”.

Il mondo del B2B è spesso sottovalutato da chi fa social media strategy, un po’ per retaggi culturali che portano a collocare gli utenti dei social media come meri consumatori, un po’ perché le case-history di successo, una vera e propria Bibbia per chi lavora con i Social, latitano.


L’intervento di Facco è interessante esattamente per questo: rompe il muro della diffidenza e porta in superficie veri e propri casi di successo.

Per Facco, sono 3 le strategie di successo testate:

 

INBOUND MARKETING

Niente di nuovo: utilizzare contenuti di valore per acquisire un contatto. Dove sta la strategia innovativa?

La parola chiave è: targetizzazione filtrata per interesse.

Sia per la profilazione degli utenti, sia per  la targetizzazione della Lookalike di Facebook nel caso in cui si possa caricare un database di clienti (attenzione alla privacy) o ci si possa avvalere dei pixel di remarketing sul proprio sito (assolutamente obbligatori!).
E qui ci si diverte a scovare interessi che facebook ci propone e che facciano al caso nostro.
Parola d’ordine: testare! La profilazione arriva!


CAMPAGNA FIERE

Che importa investire budget in Facebook Ads quando allo stand abbiamo il miglior commerciale dell’azienda. L’uomo in grado di vendere un frigorifero ad un eschimese….peccato che allo stand l’Eschimese debba arrivarci!

Ecco allora che Facco propone un paio di best practice per fornire di “bussola” i nostri potenziali clienti. Occorre, innanzitutto, pianificare una campagna “di scoperta” su utenti, ancora una volta e sempre, profilati con annunci ad hoc a cui inviare form per prenotazione appuntamenti.
Poi, una volta iniziata la fiera, partire con attività di “proximity marketing” sugli utenti “persone che di recente si trovano in questo luogo” e solo da mobile!

I contatti, a dirla con Facco, saranno pochi, ma altamente interessati.
Testare per credere!

 

REMARKETING VIDEO

E qua il Social Media Manager di solito si rifiuta. Postare video sul prodotto/attività senza citare per forza l’azienda, creare un video molto tecnico, lungo almeno qualche minuto, non emozionale e con un copy estremamente tecnico? Ma chi lo guarda?

“Tutti coloro che lo guarderanno per oltre il 30/50% saranno decisamente interessati, sentenzia Facco, e si può dire che abbiamo trovato il cluster giusto su cui poi fare advertising con una chiara CTA”.

 

Incuriosire l’utente, trovare gli interessi in target con i prodotti/servizi dell’azienda, testare….nulla sembra mai essere stato più efficace! E allora proviamoci!

 

Sara Briganti
Giornalista e Web Marketing Strategist
(sarabriganti@gmail.com)

Michela Marzoli

Michela Marzoli

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