0

Vincere Senza Combattere: l’Unione tra SEO e PPC come Chiave di Successo

Quest’anno parteciperò all’Advanced SEO Tool, uno degli eventi di punta nel panorama italiano del Digital Marketing interamente dedicato agli strumenti SEO avanzati che si terrà a Bologna, il 6 aprile 2018.

Contraddistinto da un taglio molto tecnico e advanced, l’evento si pone l’obiettivo di fornire a specialisti SEO e professionisti del digital marketing strumenti avanzati per ottimizzare i processi di lavoro quotidiani, gestendo in modo efficace ed efficiente tempi e risorse disponibili.

Tutto chiaro fin qui. E per chi si occupa di Adwords e PPC? Ha senso partecipare ad un evento incentrato sulla SEO?

Sinergia tra SEO e PPC come fattore critico di successo

Normalmente percepiamo la SEO e il PPC come due ambiti del web marketing caratterizzati da strumenti, strategie ed aspettative divergenti e contrapposte. Quante volte abbiamo detto e sentito dire che l’immediatezza del risultato, tipica delle attività pay-per-click, è praticamente impossibile con le attività di posizionamento naturale tra i risultati organici del motore di ricerca? Non è solo una questione di orizzonte temporale, ma anche di risultato: duraturo nel caso della SEO, limitato al periodo di attività paid nel caso del PPC.

Questa convinzione a volte ci imprigiona all’interno di uno dei due ambiti, iper-specialisti verticali e miopi rispetto ai vantaggi ottenibili dalla combinazione tra le due discipline, in un’ottica olistica. Non si tratta esclusivamente di maggior occupazione delle SERP. La sinergia tra SEO e PPC rappresenta un fattore critico di successo nella misura in cui supporta la massimizzazione del traffico di qualità e, di conseguenza, delle opportunità di conversione.

Ma come cogliere in modo proficuo i vantaggi di un approccio sinergico? Ecco alcuni esempi:

Keyword Intelligence tra SEO e PPC

Le keyword sono il nucleo sia delle attività paid che delle attività organiche, ma con modalità diverse. Per i SEO le parole chiave hanno natura architetturale, base indispensabile per progettare la struttura del sito, definire i contenuti ed orientare le attività di link building. Per chi si occupa di Pay per Clic la natura delle keyword è relazionale: le parole chiave creano una relazione tra l’utente e le sue query e la unique selling proposition dell’inserzionista, esplicitata negli annunci, al fine di convogliarlo nel processo di conversione.

L’optimus? Una comunicazione bidirezionale tra i due mondi per pianificare azioni concrete supportate da dati relativi alle conversioni (nel caso della SEO) o per adattare la propria strategia a cambiamenti nelle tendenze di ricerca degli utenti (nel caso del PPC).

Integrazione tra i KPI paid e organici

Unire i dati tipici delle attività PPC alle metriche di coinvolgimento, come il numero medio di pagine visitate o la frequenza di rimbalzo offre degli spunti unici per comprendere l’interazione e il comportamento degli utenti, nonché identificare eventuali frizioni che possono compromettere o rallentare i processi di conversione.

Maggior incentivo al clic

Uno studio di Google, citato da Rand Fishkin nel WhiteBoard Friday – How Google AdWords (PPC) Does and Doesn’t Affect Organic Results, ha mostrato che, in presenza di un annuncio sponsorizzato, aumenta la probabilità che l’utente clicchi sui risultati naturali relativi alla stessa proprietà digitale. Ma non solo. Nel corso del Whiteboard Friday Fishkin ha mostrato anche che l’aumento all’esposizione a un sito o a un brand generato dalle attività paid aumenta le probabilità che l’utente soggetto a questa esposizione nel futuro interagisca o converta sui contenuti organici relativi a quel brand o a quel sito.

Ottimizzazione olistica delle landing page

La landing page, nelle campagne paid, ha un ruolo fondamentale nella generazione di micro e macro-conversioni. In quest’ottica la SEO, data la sua natura architetturale, può offrire al PPC interessanti spunti di progettazione e ottimizzazione nonché informazioni su intenti di ricerca e attività per migliorare il coinvolgimento del pubblico. L’applicazione delle best practices SEO sulle pagine di destinazione delle campagne migliora l’esperienza utente che, poiché è una determinante del punteggio di qualità, migliorerà il ranking degli annunci.

Parallelamente, il PPC consente di effettuare in modo rapido A/B test che possono fornire informazioni utili sia per la definizione della content strategy che, secondo i contenuti dei titoli e della descrizione dell’annuncio, per l’eventuale revisione dei tag title e meta description.

 

Come leggere dati e interazioni tra attività a pagamento ed organiche

In termini di dati, su Google Analytics, collegando l’account a quello Adwords e segmentando per canali, è possibile osservare metriche relative alle attività organiche e paid.

Per confrontare direttamente il traffico proveniente da entrambi i canali in termini di pubblico, interazioni e conversioni è possibile creare in Google Analytics un segmento di pubblico corrispondente ad ognuno di essi, da leggere congiuntamente:

In termini di interazioni tra i due canali, collegando l’account Adwords a quello di Search Console è possibile accedere alla funzione “a pagamento e organici”, che mostra come la presenza (o l’assenza) dei risultati organici con l’annuncio paid possa generare differenze in clic e CTR.

Per collegare i due account, dalla nuova interfaccia, cliccare su Impostazione>Account Collegati e selezionare Search Console:

Una volta effettuato il collegamento, accedendo a Reporting>Rapporti Definiti>Base e selezionando il tab “a pagamento e organici” si visualizzeranno, oltre alle query di ricerca, metriche (come clic e CTR) relative sia ad annunci a pagamento che organici che alla combinazione tra i due:

Conclusioni

Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere –  Sun Tzu

Pensare a SEO e PPC come due ambiti mutualmente esclusivi non consente di beneficiare dei vantaggi intrinseci ad un utilizzo sinergico dei due, non necessariamente legati alla maggior occupazione in SERP ma anche ai miglioramenti nella keyword research,  nella keyword intelligence, nel set-up di KPI e nell’architettura delle landing page: elementi che consentono di rispondere al meglio agli intenti di ricerca e, conseguentemente, migliorare le conversioni.

0

Digital Analytics e Advanced SEO Tool 2018: Intervista a Filippo Trocca + Codice Sconto per l’Evento

Quest’anno ho deciso che, per la prima volta, parteciperò ad Advanced SEO Tool, l’evento avanzato sugli strumenti SEO di Search On Media Group, gruppo organizzatore di numerosi eventi di spicco nel panorama digital italiano e che, ad oggi, ha contribuito alla formazione di oltre 200.000 persone.

Perché parteciperò a quest’evento se mi occupo di PPC? Vedere la SEO e il pay-per-click come strumenti di Digital Marketing separati nasconde una miopia di fondo sul loro fil rouge comune: il focus sul Search Marketing, il processo di acquisizione del traffico tramite i motori di ricerca . Utilizzare SEO e PPC in modo complementare può essere un fattore critico di successo non solo per la performance delle proprie attività digitali, ma per il business in senso lato: pensiamo non solo alla maggior visibilità ottenuta in SERP, banalmente, ma anche alla possibilità di analizzare una maggior quantità di dati e, ancora più importante, poterli condividere tra i due strumenti per ottimizzare la propria strategia in un’ottica olistica.

E proprio da questa riflessione sulla complementarietà tra PPC e SEO in termini di dati ho pensato di intervistare Filippo Trocca, uno dei relatori dell’Advanced SEO Tool e personaggio di spicco nel panorama della Digital Analytics italiana.

 

1. Ciao Filippo e grazie per la tua disponibilità. Sei universalmente riconosciuto come un “guru” della digital analytics. Anzi, direi che in Italia “sei” la Web Analytics. Cosa ti ha spinto ad orientarti su questo ambito dell’universo digital e perché?

Prima di tutto grazie a voi Michela per l’intervista. Definirmi guru e “la Web Analytics in Italia” mi sembra decisamente esagerato: esistono esperti di settore molti bravi che tengono in alto il nome del Italia nel mondo, ma ti ringrazio per questo attestato di stima.
Vivo questo settore da quasi 15 anni (si sono vecchio lo ammetto), la Web Analysis ha lasciato il passo ad una materia molto più ampia: la Digital Analytics che comprende la web analysis e si prefigge di analizzare il comportamento degli utenti digitali.

Io sono cresciuto in Staples Europe prima occupandomi di Search Engine Marketing, ma lavoravo per il più grande retailer di prodotti per ufficio nel mondo ed i dati, il ROI in particolare, erano il mantra di ogni mia giornata. I dati erano per me importanti per poter ottimizzare al meglio le strategie che applicavo tutti i giorni nella gestione delle campagne. Google Analytics diventò il mio migliore amico: il mio compagno di tante battaglie interne con lo scopo di spostare l’attenzione dell’azienda dal solo offline al web mostrando loro quante più informazioni avevano a disposizione e quante ne potevano aggiungere. Oggi ripensando a quante pazzie ho fatto a 24/25 anni appena ho iniziato a lavorare gestendo le attività SEM di Staples mi chiedo dove trovassi il coraggio e la sfrontatezza per farlo, poi mi ricordo che passavo giornate intere a guardare i dati e le informazioni prima di prendere qualunque decisione. Quando le attività erano ormai online i dati erano il mio supporto ad avvallare le decisioni prese: quante decisioni ho preso senza che i miei manager nemmeno immaginassero cosa stava succedendo.

Come avrai capito non sono stato io a scegliere la Web Analysis allora e la Digital Analytics oggi, mi ci sono trovato in mezzo e non le ho più abbandonate.

 

2. Sei tra i relatori di Advanced Seo Tool, evento organizzato da Search On Media Group interamente dedicato all’universo e ai tool della SEO, con uno speech dal titolo “come misurare il successo di una strategia di content marketing”. Ti posso chiedere un piccolo “trailer” sulla tua presentazione?

Il trailer della presentazione sarà difficile: sono famoso per realizzare le mie presentazioni all’ultimo momento, ma posso spiegarti la genesi del titolo e quindi del contenuto (che sicuramente cambierà da qui ad Aprile). Nelle settimane per la consegna del titolo per AST stavo leggendo Marketing 4.0 di Philip Kotler.
Kotler analizza come il marketing sia sempre più omnichannel ed a trazione digitale, come i contenuti e lo storytelling diventino elemento fondate nel coinvolgimento di clienti e potenziali clienti e propone un framework di analisi. Cercherò di ampliare alcuni concetti di Kotler e di applicarli ad una strategia di content marketing consigliando alcune KPI da scegliere e come misurare le stesse.

 

3. Oltre a Google Analytics, ci sono altri tool di analisi dei dati che devono essere sempre presenti nella cassetta degli attrezzi di chi si occupa di SEO?

Tutte domande semplici oggi 🙂 amplierei un po’ la risposta e non parlerei solo di SEO, amo una definizione di SEO come Search Experience Optimization: in questa visione diventa importante l’esperienza utente nel suo complesso. Diventano importanti tool per avere informazioni sulle ricerche fatte dagli utenti, sul come si presenta la pagina di ricerca all’utente, tool come SemRush o SeoZoom per citare 2 dei più famosi qua in italia.

Diventa importante vedere come l’utente naviga il sito e come si comporta quando atterrà sullo stesso: heatmap e session recording sono essenziali per prendere decisioni guidate dai dati, sicuramente Hotjar è uno degli strumenti più utilizzati. Ma l’unico strumento che nessun professionista del digital può dimenticare a casa è il proprio cervello: troppo spesso sento colleghi od il mio stesso team lamentarsi di non avere questo o quel tool, non avere questo o quel dato dimenticando che non sono solo i dati a fare la differenza, ma prima di tutto è la fantasia e la creatività di chi guarda i dati a fare la differenza.

 

4. In Analytics Training una parte rilevante dei tuoi contenuti è dedicata a Google Data Studio. Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di questo strumento rispetto alle “classiche” dashboard? Quali i punti che secondo te andrebbero migliorati?

Data Studio ha un vantaggio intrinseco rispetto a qualunque altro strumento (PowerBi, Tableu, ecc. ecc.) essere uno strumento al 100% online, ma questo vantaggio è anche il suo più grosso limite perché obbliga gli sviluppatori di Google a scendere a numerosi compromessi che strumenti nati come applicativi Desktop non hanno.
Il punto debole più forte di Google Data Studio al momento è la mancata possibilità di poter collegare due fonti dati ed unirne i dati: spero che presto gli sviluppatori risolvano questo mancanza

 

5. A tuo avviso ci sono errori comuni che fanno gli analisti? Quali sono i metodi per evitarli?

L’errore più comune è fermarsi alle informazioni che si conoscono: l’ignoto fa paura, la sperimentazione terrorizza. Consiglio a tutti di sperimentare sempre di trovare il tempo per provare nuovi strumenti e nuove metodologie. Consiglio a tutti di ritagliarsi il tempo per sperimentare e non rimanere fermi sulle proprie posizioni: io ancora oggi sbaglio spesso e volentieri, ma mi dicono che sono bravo non perché non sbaglio mai, ma perché gestisco molto bene gli eventuali errori. Posso consigliare di non avere paura di sbagliare e quando sbagliate non lasciate che il panico vi blocchi semplicemente abbassate la testa sui dati e trovate una soluzione. Al mio team ricordo sempre che non siamo chirurghi e non stiamo mandando persone nello spazio: un nostro errore è sempre gestibile e recuperabile.

 

6. In ambito Pay per Click, e in particolare modo relativamente a Google Adwords, indipendentemente dal settore o dal target di riferimento, quali sono i KPI e le metriche che non possono mancare in una dashboard strategica o in un rapporto Data Studio? Quali strategie di data visualization suggerisci per migliorarne l’impatto sugli interlocutori?

Non esiste la dashboard perfetta, esiste la dashboard più utile per il target con cui vogliamo parlare:

  • Se la dashboard è indirizzata alla persona operativa che gestisce le campagne dovrà essere disegnata per velocizzare il controllo e dare i primi spunti di analisi: inserendo il dettaglio dei costo di acquisizione (CPA) , il trends del cpc medio ed il dettaglio delle conversioni dirette ed indirette per campagna, dividendo le performance tra campagne brand, no brand e le diverse strategie di display.
  • Se la dashboard è per un manager mi servono KPI essenziali: CPA, budget speso ed il dettaglio di quanto sono vicino o distante al target prestabilito in modo tale da avere un campanello di allarme immediato per capire se servono azioni di emergenza per migliorare le performance (ma anche per fare una lavata di capo coi fiocchi al team se le proiezioni sono molto distante dal target)

Per rendere una dashboard accattivante è sempre necessario inserire degli elementi di confronto con il passato o con i target fissati altrimenti si leggeranno solo dei numeri senza un contesto: il contesto è l’elemento più accattivante di ogni visualizzazione dati.

 

7. Google Analytics 360: ci sono delle realtà a tuo avviso che “devono” necessariamente effettuare la transizione? Perché?

Essendo il director di 3rdPlace uno dei pochi reseller autorizzati da Google per Google Analytics 360 dovrei rispondere: tutti hanno bisogno di GA360.

La realtà è diversa: devono passare a GA360 tutte quelle realtà in cui il dato è un elemento già importante per l’azienda. Se state utilizzando Google AdWords in tutte le sue opzioni, se state integrando Doubleclick Campaign Manager od un altro adserver nelle vostra misurazione digitale, se la Display Programmatic è una buona parte del vostro business GA360 e l’integrazione con l’ecosistema di Google porteranno la vostra azienda a fare un salto di performance in pochi mesi. Se invece pensate che Google Analytics sia solo uno strumento di analisi e non uno strumento per guidare il vostro Digital Marketing, restate pure alla versione free, la vostra azienda non è ancora pronta per il salto ed investite il vostro budget per assumere un bravo Digital Analyst che guidi il cambiamento.

 

8. Come vedi la Digital Analytics e gli analisti tra 10 anni?
10 Anni? Praticamente mi stai chiedendo di immaginare il digital marketing tra 3 generazioni digitali. Difficile dare una risposta in un ambito tempo così ampio. Se le promesse del 5G e del IOT verranno mantenute, non parleremo più di Digital Analytics: digital e mondo reale saranno un unico ambito di analisi e si parlerà di Omnichannel Analytics al fine di comprendere ed analizzare come media tradizioni, media digitali e nuovi media lavoreranno insieme ad influenzare l’esperienza utente.

La mole di dati sarà così ampia che solo grazie ad un processo di automazione guidato dall’intelligenza digitale sarà possibile usare la creatività umana per analizzare i dati e decidere quali strategie seguire.
Mi immagino una mole di dati di analisi sempre crescente in maniera esponenziale e la tecnologia a supporto dell’uomo per prendere decisioni ed analizzare le conseguenze delle stesse.

 

Grazie mille per la collaborazione e ci vediamo a Bologna!
Grazie a te Michela ci vediamo a Bologna all’Advanced SEO Tool, non mancate!

 

Filippo e altri personaggi illustri del panorama Digital italiano saranno a Bologna, il 6 Aprile 2018 e presenteranno interventi di alta qualità, dal taglio tecnico e avanzato, corredati dai “SEO Take Away”, brevi interventi finalizzati a condividere consigli pratici e immediatamente applicabili e dalla sessione “Caso di Studio”, un caso operativo specifico che verrà affrontato durante la giornata.

Qui il programma ufficiale dell’Advanced SEO Tool.

Se hai letto fino a qui, ecco il bonus: codice sconto per avere il prezzo bloccato di 199€ + IVA per l’evento anziché 449€ (valido fino al 20 marzo) – mediaast18

Ci vediamo a Bologna!

 

 

 

0

Ispirazioni dal Search Marketing Connect 2017

“Stimola in te e negli altri la voglia di migliorare le proprie abilità costruendo un profilo a T” (Alessandro Martin)

Citando l’intervento di Alessandro Martin, ecco cos’è stato per me il Search Marketing Connect 2017, confermando l’aspettativa dell‘evento dall’approccio olistico al Web Marketing (ecco l’articolo pre-evento in cui ne parlavo).

Il “profilo a T” di cui parla Alessandro Martin, proprio grazie ad un approccio “olistico” al digitale, è un professionista verticalizzato su un ramo specifico del web marketing, come può essere il PPC, ma che, parallelamente, ha competenze orizzontali, anche basilari, su altri, come la SEO, il Social Media Marketing, il Web Design. Questo profilo, oltre a ridurre il rischio di “fordismo digitale”, come fa notare Alessandro – l’iperspecializzazione che porta il professionista a perdere la visione d’insieme del progetto – permette a mio avviso anche di beneficiare, nella propria attività, della conoscenza e delle “contaminazioni” provenienti anche dagli altri ambiti del web marketing, in un circolo virtuoso che può generare vantaggi sia in termini di performance del singolo progetto, che, a livello individuale, in termini di sviluppo personale.

Il punto di partenza: propensione individuale alla curiosità “olistica” di andare oltre il proprio ambito di specializzazione per migliorare, con il crossover tra le discipline, non solo il proprio lavoro ma anche e soprattutto se stessi.

Ho voluto raccogliere qui le ispirazioni da alcuni dei numerosi interventi del Search Marketing Connect che, a mio avviso, proprio come quello di Alessandro Martin, si sono contraddistinti per questo tipo di approccio.

Marco Quadrella – Search Marketing Analytics: cosa misurare quando il traffico arriva da Google

  • “Il primo fattore di ranking SEO è la soddisfazione dell’utente” (cit. da Cyrus Shepard) – è vero che il CTR modifica il posizionamento, ma secondo una ricerca recente anche i clic ripetuti o il tempo in cui l’utente rimane in un determinato risultato: quindi l’esperienza complessiva dell’utente è un fattore di ranking.

 

  • Nella definizione del measurement plan e delle metriche da monitorare per il nostro modello di business, dobbiamo tenere presente che a volte l’ottimo locale può danneggiare l’ottimo globale, così come considerare esclusivamente il lungo termine, nel breve, può essere frustrante. La soluzione? Visione globale ed azione locale; guardare sia gli obiettivi finali che il “micro quotidiano, cambiando spesso cappello”.

 

Gabriele Benedetti – Facebook Adv vs Google Adwords: le potenzialità calate nel funnel di conversione

  • Lungo le fasi del funnel di conversione gli obiettivi sono diversi:
  1. Mostrare il brand nel punto più alto (TOP o TOFU)
  2. Interagire con visitatore nel punto intermendio (MIDDLE o MOFU)
  3. Ottenere una conversione nel punto più basso (BOTTOM o BOFU)

Ciò implica necessariamente che, anche se i canali possono essere gli stessi tra una o più fasi, le metriche debbano essere necessariamente diverse.

 

  • Per misurare la Brand Awareness generate dalle attività paid, si possono utilizzare:
  1. Google Search Console: variazione di impression per le query di brand
  2. Google Analytics: variazione del traffico diretto durante il periodo di campagna

 

  • Le campagne brand in rete di ricerca devono essere usate in tutte le fasi:
  1. TOP: “Se non sono noto spenderò molto, se lo sono mi devo proteggere”
  2. MIDDLE: “Proteggo le mie ricerche e alzo il CPC di chi ci prova”
  3. BOTTOM: “Facilito l’accesso alla fase più prossima alla conversione”

 

Federica Brancale – Data Studio: costruiamo una Dashboard Strategica

  • Google Data Studio permette di ottenere la “visualizzazione strategica” delle informazioni visualizzare dati non con testo, ma con immagini – che è rilevante in quanto rispecchia i nostri processi cerebrali (il 90% delle informazioni percepite arrivano dalla vista, il 70% dei sensori recettori sono negli occhi, comprendiamo 40% volte meglio se la risposta contiene immagini).

 

  • Le caratteristiche di un dato “perfetto”:
  1. è rilevante,
  2. espone sia il valore relativo che quello assoluto,
  3. è contestualizzato,
  4. è segmentato,
  5. è attrattivo,
  6. invita all’azione, (“from data to action” cit. Avinash Kaushik)
  7. la forma in cui è trasmesso o le informazioni che contiente dipendono dalle caratteristiche dell’interlocutore.

 

Alessandro Facco – Advertising su Campagne Internazionali

  • Porsi le domande giuste è la prima cosa da fare prima di decidere se entrare o meno in un mercato internazionale:
  1. Il mio brand è conosciuto in quel paese?
  2. Ho landing o sito in lingua?
  3. Conosco le abitudini d’acquisto del paese?
  4. Conosco la situazione politica?
  5. So cosa fanno i competitor?
  6. I prezzi sono adeguati per quella realtà?
  • Per fare l’assessment iniziale, è utile utilizzare dei tool di crawling, come Synthesio, che permette di estrarre dati rilevanti dalle conversazioni online degli utenti e dei media. Da qui è possibile indagare l’esistenza di competitor da noi non conosciuti, verificare l’esistenza di menzioni del brand o di conversazioni per noi rilevanti, identificare gli influencer e comprendere se la semantica dei termini utilizzati possa essere diversa rispetto a quella del nostro paese.

 

Emanuela Genovesi – Oltre Google e Facebook: +500.000€ di fatturato da “altri” canali CPC

  • Rispetto alla rete display tradizionale, il programmatic advertising è “audience centric”, automatizzato e basato su dati ed algoritmi. Ciò permette di “non acquistare solo lo spazio, ma la persona”.

 

  • Le caratteristiche del native advertising -“formato non intrusivo, integrato/correlato al contenuto editoriale”- permette di “aggiungere valore all’esperienza di navigazione attirando l’attenzine del consumatore e stimolando ad approfondire un argomento di suo interesse” (cit. iab Italia).

 

Questi sono solo alcuni degli interventi, tra quelli che ho seguito personalmente, a mio avviso maggiormente significativi da un punto di vista “olistico” sia perchè sottengono riflessioni, ispirazioni e ragionamenti applicabili in quasiasi ambito del Web Marketing, a prescindere dal canale o dalla piattaforma che, parallelamente, stimolano quella “sana curiosità” di guardare oltre la propria singola specializzazione per migliorare il proprio lavoro e, soprattutto, per migliorarsi.

L’esperienza del Search Marketing Connect sarà sicuramente da ripetere nel 2018. Nel frattempo, dal 21 al 23 giugno 2018 ci sarà il Web Marketing Festival, sempre organizzato dal Search On Media Group. Da segnare in agenda!

0

Il Digital e il Search Marketing Connect dal punto di vista di un CEO: Intervista a Cosmano Lombardo

Manca pochissimo al Search Marketing Connect 2017, evento di punta del panorama digital italiano dedicato al Search Marketing: oltre 50 tra i massimi esperti di PPC, Web Analytics e SEO presenteranno a Rimini i loro Case Study di successo e le loro esperienze, per due giornate a cui tutti i professionisti del Digital non possono mancare (In quest’articolo ti spiego il perchè).

In attesa del 1 dicembre, ho voluto guardare oltre il singolo evento focalizzando sulla sua evoluzione nel tempo e su alcune dinamiche che solo chi lo conosce dall’interno – e dall’inizio – può raccontare. Ecco la mia intervista a Cosmano Lombardo, Fondatore e CEO di Search On Media Group, società organizzatrice di questo evento e di tanti altri appuntamenti formativi in ambito Digital che, nel tempo, hanno formato oltre 56.000 persone.

 

1. Ciao Cosmano e grazie per dedicarmi il tuo tempo. Come me, sei laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, appartenente alla Classe di Laurea di Scienze Politiche. E invece di essere in un’Ambasciata o in Parlamento, hai fondato il Search On Media Group, gruppo italiano di punta per la consulenza e la formazione in ambito Web Marketing. Come mai questa scelta?

A dire il vero ho avuto la fortuna e la possibilità di lavorare in passato presso la FAO e il Ministero degli Affari Esteri. Esperienze meravigliose e illuminati, ma contemporaneamente di riflessione su quanto – in alcune fasi della vita – sia importante dedicarsi ad alcune attività piuttosto che altre. Sulla base di queste riflessioni ho deciso di abbandonare quella strada per dar vita ad un progetto di movimento e crescita all’insegna dell’innovazione digitale e sociale con l’obiettivo di costruire un soggetto che potesse generare valore per il contesto in cui operiamo. Un progetto avviato nel 2007 che dalla formazione gratuita sul digitale è divenuta un’azienda con una spiccata e centrale dimensione di responsabilità sociale. Un progetto costruito con le persone incontrate dal primo momento di vita e con le altre incontrate lungo il percorso. Un team che condivide medesimi valori e passioni diverse con una medesima finalità. Non so se ci stiamo riuscendo, ma sicuramente stiamo dando tutti noi stessi per provarci.

 

2. Il Search Marketing Connect quest’anno festeggerà il 12° compleanno. La prima edizione, nata da una community di esperti era focalizzata esclusivamente sulla SEO. Quando e perché avete deciso di introdurvi anche il tema del PPC?

Dodici anni fa siamo partiti verso Firenze per la prima edizione dell’evento, nato da una community di esperti e focalizzato interamente sulla SEO. Da allora il Search Marketing Connect non solo ha cambiato casa diverse volte – da Firenze a Riccione, passando da Milano e infine a Rimini – ma è anche stato in grado di evolversi, seguendo i trend del mercato e arrivando a trattare approfonditamente, oltre alla SEO, anche altri temi come Web Analytics, Content Marketing e naturalmente anche PPC. Era da qualche anno che riflettevamo se introdurre o meno anche questo tema e, visto l’importanza di una strategia di Search Marketing sempre più integrata non abbiamo potuto esimerci dal dedicare una sala apposita a una delle “leve” maggiormente utilizzate.

 

3. In queste edizioni l’evento ha avuto, tra i relatori, prestigiose Guest Star internazionali. Ricordo ancora dell’arrivo a sorpresa di John Mueller nell’edizione del 2014. Quali secondo te sono stati gli ospiti internazionali che hanno dato “una marcia in più” all’evento e perché?

Quella sorpresa fu davvero memorabile: era una sorpresa anche per noi. Organizzarono tutto Enrico Altavilla e Cesarino Morellato. Ci dissero che avrebbero portato un ospite a sorpresa e, sino al momento in cui non salì sul palco, nessuno di noi sapeva chi sarebbe arrivato. Se devo essere sincero, credo che la marcia in più all’evento sia stata data da iniziative come quella di Enrico e Cesarino, dal rapporto che si è instaurato nel corso degli anni e che continua a permanere invariato. Gli ospiti internazionali costituiscono certo un valore, ma credo che il livello internazionale dei nostri relatori sia quello che costituisca il vero valore aggiunto.

 

4. Per quanto riguarda i relatori italiani, ogni anno parecchie “new entry” ma anche “vecchie guardie” del forum GT o delle edizioni precedenti. Tra i miei lettori ci sono molti specialisti di Web Marketing e PPC: se volessero diventare relatori, quali caratteristiche e competenze sono richieste a loro e allo speech eventuale da proporre?

Il convegno ha rappresentato sempre l’eccellenza dei professionisti del Search Marketing: un connubio di passione per i temi, esperienza sul campo e propensione al business. Questi sono certamente gli elementi principali. Un altro aspetto fondamentale è il fatto di non presentare interventi promozionali o autoreferenziali. La procedura è invece molto semplice, basta candidarsi attraverso il form sul sito.

 

5. Quest’anno in sala PPC ci sarà un intervento a tema Google Grants. Anche il Web Marketing Festival nella scorsa edizione aveva una sala dedicata al no-profit e voi, come Search On Media Group, organizzate un evento ad hoc focalizzato su questo ecosistema. Come mai questa scelta?

Il nostro progetto aziendale e ancora prima di vita, parte dalla convinzione che l’impegno sociale non sia una scelta, ma una condizione spontanea e naturale, parte integrante della quotidianità di ogni individuo. Crediamo profondamente nell’impegno sociale come strumento per il cambiamento e allo stesso tempo percepiamo internet come un’enorme opportunità di apertura verso il mondo e come strumento per la soluzione dei bisogni delle comunità. Di conseguenza non possiamo prendere in considerazione il nesso tra digitale e mondo non profit. Diciamo che trattare certi temi è un dovere.

 

6. Il mercato delle professioni del Web Marketing è in costante evoluzione. Quali sono i consigli che daresti a chi oggi si occupa di PPC per “cavalcare” l’onda del cambiamento da un punto di vista professionale?

Il PPC sta vedendo una forte automazione: a vari livelli gli specialisti stanno delegando sempre più scelte alle piattaforme che si adattano automaticamente per migliorare le performance. Scelgono quanto si andrà a spendere per un clic, aiutano a identificare il target più adatto, addirittura supportano nello sviluppo di creatività. Le conseguenze sono 2 diverse direzioni di crescita per lo specialista: maggiore maturità lato strategia/tattica sul canale, maggiori competenze tecniche di comprensione gestione e sviluppo. Per le figure che non intraprendono nessuno dei due percorsi, il futuro non è semplice.

 

7. Domanda di rito: come immagini il Search Marketing Connect tra 10 anni?

Immagino che sarà nuovamente legato, in modo indissolubile, al nuovo forum che spero riusciremo a lanciare presto.

 

8. Molte personalità del Team Search on Media Group hanno tra di loro dei legami che vanno oltre il rapporto di lavoro – parentela, amicizia, carriera universitaria comune. Mi vengono in mente Angelo Marolla, tua sorella Michela e, ovviamente, Giorgio, tuo amico sin dall’infanzia. Come mai questa scelta? Qual è secondo te il concetto di “team” ideale per un progetto di Web Marketing?

E’ una scelta di vita che parte da una visione forse in “controtendenza” rispetto ai libri di management aziendale secondo cui il lavoro deve essere visto e vissuto in modo diverso e separato dalla vita personale. Le realtà aziendali dovrebbero invece contenere tutti gli elementi che caratterizzano una persona. Le aziende generano attività, creano idee, servono a costruire la società.

Se si vuole costruire realmente una società più “umana” è opportuno che ognuno sia se stesso, anche sul lavoro. Poter lavorare con chi ha la medesima visione dell’esistenza e del lavoro costituisce un privilegio, considerando inoltre il fatto che trascorriamo gran parte del tempo a lavoro. Tutto ciò presuppone comunque la presenza di soft skills all’interno dei vari componenti che rendono possibile la “fioritura” di hard skills idonee al nostro lavoro.

Non credo che esista un concetto ideale di team, credo che invece che ogni team debba avere dei propri valori e una propria visione. Spero che ognuno riesca a individuare la propria “linea” di sviluppo.

Cosmano, ti ringrazio per la tua disponibilità e per averci mostrato il lato meno tangibile e più “umano” del Digital.

 

Bonus da Cosmano e dal Search Marketing Connect – codice sconto per avere, fino al 30 novembre, il prezzo bloccato di 279€+IVA per la registrazione all’evento: mediasmc17.

 

Aggiornamento con 2 domande extra post Search Marketing Connect:

1.(EXTRA) È appena terminata questa edizione del SMC.  Qual è il tuo feedback “a caldo”? C’è stato qualcosa di distintivo rispetto alle altre edizioni?

Rispetto alle precedenti edizioni, c’è stata una crescita in termini di partecipanti – l’1 e il 2 dicembre eravamo in 600 al Palacongressi di Rimini – e insieme abbiamo riempito 5 sale, delle quali due completamente nuove: Content Marketing e Tool. Scendendo più nello specifico, invece, se da un lato Search Engine Optimisation, Web Analytics e Pay Per Click sono state, come di consueto, le tematiche protagoniste, dall’altro sono emersi nuovi trend, sintomo di una crescita strutturata del mercato italiano. Al fianco di una forte attenzione al dato e all’automazione e di una maggiore specializzazione, sia lato strumenti che processi, abbiamo assistito anche a un orientamento verso grandi progetti e con una visione internazionale di tutto il Search Marketing, comparto che sta ridefinendo non solo i propri confini ma anche il modo di operare degli specialisti. Al di là delle specifiche tecniche, comunque, mi piace notare come nonostante il passare degli anni, la bussola dell’evento rimanga fissa sulle coordinate che l’hanno sempre distinto: identificazione dei trend futuri del settore, delle strategie e tecniche orientate al raggiungimento del risultato in termini di business, unite ad una formazione di alto livello portata da alcuni dei massimi esperti italiani riconosciuti a livello internazionale.

 

2. (EXTRA) Nella mia prima edizione, nel 2014, c’erano pochissime donne nel pubblico. Da allora, la percentuale di quote rosa è visivamente aumentata, anche tra i relatori. Quali sono le tue chiavi di lettura di questo cambiamento nel tempo?

Credo che le nostre relatrici rappresentino a pieno l’innovazione del Search Marketing: qualsiasi settore che veda protagoniste anche le donne è un settore in grado di raccogliere nuovi contributi e rispondere alle esigenze – in questo caso del mondo di SEO, PPC e Web Analytics. Penso che gli interventi di queste speakers siano il risultato di un ampliamento quanto più concreto del Search Marketing. La presenza di donne relatrici è quindi una presenza dovuta e necessaria come reale estensione di un settore che sta crescendo sempre più nella sua importanza e nel suo impatto per il comparto digitale.

0

Search Marketing Connect: un Approccio “Olistico” al PPC

Il mio primo Search Marketing Connect, quando ancora si chiamava Convegno GT, fu a Milano, nel 2014. Capitò in un momento particolarmente significativo della mia vita: pochi giorni dopo sarei dovuta partire per gli Stati Uniti e, il giorno successivo a quello di ritorno, avrei dovuto presentare in azienda un progettoil mio primo, grande progetto – di Campagne Google Adwords Internazionali per 5 siti in 4 diverse lingue. Quello che mancava al progetto? Un’ispirazione che mi venne grazie al Convegno GT e, in particolare, all’intervento di Marco Quadrella.

Marco, nel suo intervento “SEM: tra AdWords e SEO, dall’analisi della concorrenza allo sviluppo della tua strategia” metteva in evidenza la necessità di un approccio “olistico” al PPC (“usare le competenze sviluppate nella SEM per fare solamente SEM è un peccato mortale”) che considerasse le campagne Adwords non come delle attività a compartimenti stagni ma “ricerca al servizio del marketing digitale”, strumenti concreti per fare analisi, previsioni e attività strategiche ed operative nel web marketing aziendale, nella sua accezione più ampia possibile. E da qui decisi di integrare quest’approccio olistico al mio progetto, includendovi, ad esempio, delle ipotesi per delle attività SEO pianificate secondo il trend delle campagne PPC, oppure delle campagne PPC che considerassero l’impatto delle attività promozionali svolte offline e via dicendo.

L’ispirazione principale? Se abbiamo strumenti e dati, usiamoli in modo quanto più integrato possibile, per non offrire esclusivamente un’attività ma “un servizio di marketing digitale”.

La forma mentis dell’approccio olistico è, a mio avviso, uno dei punti di forza del Convegno GT (ora Search Marketing Connect) tanto che, dal 2014, vi partecipo ogni anno. La struttura e l’organizzazione degli interventi mostrano chiaramente che la consapevolezza della complementarietà tra i diversi ambiti del web marketingSEO, SEM ed Analytics in primis – sia non solo una certezza, ma anche un fattore critico di successo per le attività digital per la propria azienda o il proprio cliente.

In attesa dell’edizione 2017 che si terrà a Rimini, dal 1 al 2 dicembre 2017, ho voluto raccogliere qui una rassegna di alcuni interventi storici maggiormente “olistici”:

Convegno GT 2014

  • Filippo Trocca: “Il Cross Device è un punto di partenza, non di arrivo”.
  • Enrico Altavilla: saper utilizzare gli operatori di ricerca è “sfruttare al massimo i servizi di ricerca di Google per obiettivi SEO”.
  • Paolo dello Vicario: “Nell’analisi di mercato siamo abituati a partire da target fatti da altri. Come nel marketing classico, occorre invece ricorrere a diversi metodi di segmentazione”.
  • Andrea Vit e Stefano Guerra: “Basare le proprie strategie di merketing partendo non da Google Analytics ma dalla Business Intelligence significa migliorarle sia in termini di rendimento che di costi”.

Search Marketing Connect 2015

  • Giuliano Polverari : “Estrapolare automaticamente parole chiave interessanti da tutti i feedback di tutti i nostri siti” è una buona strategia per creare nuovi contenuti.
  • Francesco Tinti: “Il feed ottimizzato in Google Merchant sposta drasticamente dalla tua parte le probabilità di successo delle tue campagne Google Shopping”.
  • Luca Orlandini: “Il Lead Nurturing inizialmente non è una priorità: se qualcuno ha un problema non ha bisogno di scaricare un ebook o vedere 4 video, a meno che contengano informazioni per risolverlo subito”.
  • Gianluca Fiorelli: “Le 3 leggi del Digital Marketing: Non siate data driven, siate data informed – Pensare strategicamente, agire tecnicamente – L’unico re è l’utenza”.

Search Marketing Connect 2016

  • Salvatore di Domenico: “Utilizzare le liste di remarketing di Analytics sfruttando il traffico on site di tutte le fonti a diversi livelli del funnel”.
  • Rossella Cenini: “Solo il 5% del nostro comportamento è guidato dal ragionamento e dal pensiero consapevole. Più spesso ci affidiamo alle euristiche (errori sistematici di giudizio)”.
  • William Sbarzaglia: “Non monitorare non solo quello che succede sul sito web ma anche indicatori provenienti da altre fonti per sfruttare le informazioni per marketing, ottimizzazione aziendale e strategie, per creare un flusso condiviso di dati facilmente consultabili e comprensibili.”

Search Marketing Connect 2017?

Dal programma pubblicato (per ora solo parzialmente) ci saranno spunti interessanti, in ottica olistica, inerenti il Machine Learning, l’analisi dei dati provenienti da diverse fonti, la sincronizzazione tra l’offline e l’online.

Se hai letto fin qui vuol dire che ti ho convinto: ecco un codice sconto per avere, fino al 30 novembre, il prezzo bloccato di 279€+IVA per la registrazione all’evento: mediasmc17.

Ti aspetto a Rimini!

 

0

Cambiare il Modo di Approcciarsi alle Campagne. Intervista a Gianluca Binelli Post Web Marketing Festival

“Dopo il mio speech cambierà il tuo modo di approcciarti alle campagne”.

Sì, Gianluca Binelli aveva ragione. Speaker della Sala Adwords del Web Marketing Festival 2017, Gianluca mi aveva già colpita nel corso dell’edizione passata del WMF e durante il suo intervento all’Adworld Experience 2017. Poca teoria, solo casi pratici e qualche tattica che, dopo aver testato, ha davvero cambiato il mio modo di approcciarmi alle campagne Adwords.

Gianluca, con i suoi oltre 10 anni di esperienza nell’Advertising, di cui oltre 6 in Google sia come Marketer che come Advisor, è uno dei più grandi professionisti italiani nel Marketing Online. E’ il fondatore di Booster Box, un’agenzia di Digital Performance Marketing caratterizzata da una clientela prettamente internazionale –“ho preso più aerei che Twitter followers”– e dall’approccio scientifico al PPC, tanto che il “dataismo”, come lo definisce Gianluca, è uno dei valori strategici di Booster Box.

 

1.Gianluca, cosa ti ha spinto ad occuparti di Adwords e perchè?

Nel marketing online, Adwords è uno dei pochi strumenti che permette di combinare gli elementi qualitativi con gli elementi quantitativi. Qui l’approccio numerico è rilevante, basti pensare alle grandi mole di dati da analizzare per comprendere cosa ricerchi l’utente. Personalmente, mi sento più a mio agio con gli aspetti quantitativi e, di conseguenza, sono stato “naturalmente” gravitato verso la parte più analitica del marketing online.

 

2.Hai fatto studi classici, però…può derivare da essi la tua fede nel metodo scientifico?

Risolvere una versione in greco o scrivere uno script non sono due attività molto dissimili. Si tratta di frammentare un problema grande in piccole parti da affrontare una per volta formulando delle ipotesi e testandole.

 

3. Quali sono gli script che non possono mancare in un account Adwords?

Search Query Report, lo script per automatizzare il report delle query di ricerca. La struttura delle keywords, soprattutto nei casi di utilizzo della Broad Match, ci espone ad una certa percentuale di rischio, che può essere ridotta con l’automazione. In un certo senso, questo script permette come di avere un vigile che ci segnala rapidamente se ogni query è o meno rilevante. Certamente ciò è più semplice per gli account grandi, nei quali esistono molti dati. Per gli account più piccoli, poichè ci sono meno dati a disposizione, è fondamentale anche un “occhio umano” che sappia leggere ed interpretare i dati.

Link Checker, rilevante sopratutto per gli ecommerce. Lo script effettua una scansione delle URL finali per verificare che non vi siano errori 404.

L/R Ratio: lo script serve a calcolare il Lin-Rodnitzky ratio di un determinato account, utile a comprendere, se la gestione delle keywords sia o meno ottimale analizzando gli eventuali comportamenti anomali delle stesse rispetto allo storico.

L’indice relaziona il CPA di tutte le query con il CPA delle query che hanno registrato almeno una conversione e, in base ad esso, fornisce indicazioni sullo stato di salute dell’account.

Valori dell’indice compresi tra 1 e 1,5 indicano un account troppo conservativo, che perde una buona parte di potenziali conversioni incrementali. Valori tra 1,5 e 2 indicano un account ben gestito, nel quale le query addizionali portano concrete possibilità di crescita. Valori tra 2 e 2,5 identificano un account troppo aggressivo che raccoglie troppi clic che non generano conversioni e, infine, valori dell’indice superiori a 2,5 indicano un account gestito male, con keywords “budget burners” che erodono quotidianamente il budget senza risultati.

L’esecuzione dello script può essere associato anche ad una regola automatizzata che permetta di effettuare determinati interventi in base a determinati valori registrati dell’indice.

 

4. Quali sono i primi 5 fattori che guardi per valutare la qualità di un account Adwords?

L’80% della qualità la fa la struttura. Se la struttura è ben organizzata ed è evoluta, vuol dire che la qualità è buona. Adwords è uno strumento che nel tempo si è evoluto e, allo stesso modo, mi aspetto di vedere questa evoluzione all’interno degli account. Un account “basic” è come una pasta al pomodoro, un account di qualità è come un piatto preparato da un grande chef. Un account “basic” ad esempio, inserisce nei gruppi di annunci 15-20 parole chiave, come si legge nella guida di Google Adwords, generando di conseguenza annunci poco rilevanti rispetto alle keywords.

Anche l’indice L/R è un buon parametro per comprendere la strategia che sta seguendo l’inserzionista, se conservativa o meno. E poi, è importante valutare la presenza delle estensioni, anche se può sembrar banale. Se ci sono vuol dire che l’account è ben gestito.

 

5. Quali sono i tool che consiglieresti a chi gestisce un account Adwords di medie dimensioni?

Lato search consiglio il DoubleClick Search, che è un tool di bid management che permette di avere una visione cross channel di tutte le campagne a pagamento. Banalmente, è utile testare anche le opzioni di bidding direttamente in piattaforma adwords, ad esempio utilizzando il Conversion Optimizer. Questo è rilevante soprattutto considerando che il machine learning ha fatto progressi importanti.

Per il reporting consiglio l’utilizzo di Data Studio, che permette di creare rapidamente delle dashboard di ottima leggibilità, customizzabili e facilmente condivisibili. Dal punto di vista dell’analisi dei dati e reportistica, consiglio anche Supermetrics e Swydo.

Per quanto concerne i tool di ottimizzazione, automazione e performance marketing consiglio Wordstream Optmyzr, Opteo e Adalysis, quest’ultimo in particolare per l’Ad Testing.

Menziono inoltre Adplify, un tool tutto italiano di performance marketing per le campagne Adwords presentato al Web Marketing Festival dal Ceo Simone Rinzivillo.

 

6. Per il PPC oltre ad Adwords quali piattaforme ritieni valide?

Risposta breve: Se esiste già una domanda di mercato per un particolare prodotto o servizio vale la pena utilizzare Google Adwords. Altrimenti, nel caso ad esempio di un prodotto innovativo per il quale occorra creare una domanda primaria consiglio Facebook Ads.

Risposta lunga: ho notato al Web Marketing Festival che circa 1/3 degli interventi era dedicato a Facebook. Questa constatazione mi ha fatto ricordare un episodio durante la mia carriera in Google. Eravamo ospiti di un evento nel mondo fashion, con un nostro stand Google, a disposizione di tutti i professionisti accreditati all’evento che volessero rivolgerci qualche domanda. Ricordo che al nostro stand vennero pochissime persone, mente gli stand delle piattaforme più “visual”, come Facebook, ad esempio, avevano lunghe code. Certamente, per la moda può essere anche plausibile, dato che il prodotto è intrinsecamente “visual”. Ma mi sono accorto, negli ultimi tempi, che la maggior parte dei professionisti è più orientato verso i prodotti “social”: Facebook, Instagram…Si pensa che Adwords sia costoso e quindi pochi marketer lo usano e sai, dal nostro punto di vista è meglio così, ci sono meno concorrenti e si apre continuamente una finestra interessante di opportunità per chi utilizza Adwords!

Ma diciamola tutta, Facebook è anche molto più semplice da utilizzare…

 

7. Ma veniamo al Web Marketing Festival. Ci hai parlato di alcune tattiche per utilizzare le parole chiave migliori oltre la rete di ricerca. In particolare, per le GSP, una strategia molto semplice quanto efficace: utilizzare i nomi dei competitors come keywords per il targeting. Ma esattamente il giorno dopo Google ha dichiarato che il contenuto delle mail non sarà più letto per definire il targeting delle campagne. Quale potrebbe essere allora nelle GSP l’opzione di targeting “second best”?

Sicuramente il Customer Match.

 

8. La seconda tattica presentata al Web Marketing Festival, lo “YouTube Cherry Picking”, partiva da un presupposto interessante: usare le ads su YouTube non solo per la visibilità ma anche per la performance, dato che è il secondo motore di ricerca al mondo. Suggerisci di utilizzare i video dei competitors su YouTube come posizionamenti per una campagna display. C’è qualche altra tattica che reputi interessante nell’ottica di utilizzo di YouTube per la performance?

Il Remarketing e l’utilizzo delle Call to Action Overlay, sono banner ospitati nei video organici che consentono di inserire all’interno una Call to Action sia che si tratti di una visita PPC che organica.

 

9. La terza tattica di cui hai parlato al Web Marketing Festival l’hai chiamata “manovra a tenaglia”. Sostanzialmente, si tratta di occupare i posizionamenti dei nostri concorrenti organici in SERP con le nostre ads Display. A tuo avviso esistono SERP più o meno idonee per questa tattica?

Generalmente ha più senso sulle keywords non di coda lunga. In particolare, questa manovra genera un trade-off: se scegliamo keywords di coda lunga, non è detto che i posizionamenti siano nostri diretti competitors, mentre, se le keywords sono più “di testa”, riusciamo a raccogliere maggiori volumi.

 

 “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù.” (L’Attimo Fuggente, 1989)

Gianluca, ti ringrazio per la tua disponibilità, per i tuoi preziosi consigli e per avermi offerto una lente per guardare le mie campagne da un’altra angolazione.

 

Bonus da Gianluca: due script python che, una volta definite le keywords ed il numero di pagine di risultati che si vogliono considerare, permettono di automatizzare l’estrazione dei video YouTube per il Cherry Picking e dei posizionamenti organici per la Manovra a Tenaglia.

0

Web Marketing Festival 2017 per Web Advertiser: gli Speech da Non Perdere

Ci siamo finalmente. Manca solo un giorno al Web Marketing Festival ed è il momento di preparare l’agenda.

Sì, perchè con i numeri record dell’evento – 30 sale e oltre 200 relatori concentrati in sole 2 giornate – l‘accuratezza della selezione è un must per non rimanere delusi e per non perdere speech interessanti. Per questo motivo, analizzando attentamente il programma del festival (ecco la versione completa in pdf) e il background dei relatori ho stilato un’agenda idealmente utile a fornire “ispirazioni” a chi si occupa di Web Advertising.

Ispirazioni, non soluzioni. Perchè il bello del gioco è tutto lì.

 

23 Giugno

  • 11.05 – 11.45: Gianluca Binelli, Sala Google Adwords – Come utilizzare le Parole Chiave migliori oltre la Rete di Ricerca. Mi è capitato di ascoltare un intervento di Gianluca nel corso dell’Adworld Experience 2017 sul microtargeting e mi ha colpito molto il suo approccio altamente scientifico all’analisi dei dati statistici combinato alla creatività nella ricerca e selezione delle fonti del dato, anche oltre adwords e analytics. E se parliamo di display, croce e delizia per molti Advertiser, questo tipo di ispirazioni per la scelta delle keywords cono preziosissime.

 

  • 11.50 – 12.30: Francesca Mambretti, Sala Facebook Advertising – Le persone al centro del percorso di acquisto. Strumenti di advertising Facebook, Instagram e Audience Network declinati secondo Personas e fasi del Marketing Funnel. Speech del genere sono piuttosto “classici” agli eventi sul digitale ma, a mio avviso, la componente “interessante” deriva dal fatto che a parlarne sia direttamente una persona del mondo Facebook.

 

  • 14.00 – 14.45: Chiara Francesca Storti, Sala Google Adwords – L’influenza dell’offline nell’online, tra testimonial e mispelling. Chiara è una presenza fissa nei più grandi eventi digitali in Italia, apprezzabile soprattutto per la sua capacità di trasmettere concetti complessi in modo molto chiaro e semplice. L’inevitabilità del collegamento tra offline e online impone la necessità di studiare delle strategie di marketing ad hoc. Da non perdere!

 

  • 17.30 – 18.10: Morrone e Strada, Sala Strategia e Innovazione – La misurazione del Drive to store nella GDO. 

 

  • 18.15 – 18.55: Ivano di Biasi, Sala Piattaforme e Servizi –  Keyword Research strategica con l’utilizzo di SEOZoom. Speech di stampo SEO dal fondatore di SEOZoom volto ad approfondire le modalità di comprendere il Search Intent degli utenti. Fondamentale non solo per la SEO ma anche per la scelta delle keywords e la strutturazione dei gruppi e delle campagne lato Adwords.

 

24 Giugno

  • 9.00 – 9:40: Luca Orlandini, Sala UX & Web Design – Landing Page Checklist : 40 cose da verificare per renderla efficace. La landing page è un elemento determinante per ottenere dei tassi di conversione positivi dalle campagne. Da non sottovalutare.

 

  • 9.45 – 10.25: Filippo Trocca, Sala Analytics –  Google Data Studio 101

 

  • 14.45 – 15.25: Lavecchia e Nucatolo Sala UX & Web Design – Marketing Segmentation e Personas, metodi complementari. Personas e segmentazione, due facce della stessa medaglia per tutte le attività di marketing online.

 

  • 17.00 – 17.30: Enrico Pavan, Sala Web Analytics – Bridging the GAP: colmare il divario tra online e offline

 

  • 17.45 – 18.25: Paolo Serra, Sala Programmatic – Modelli di Attribuzione nel Programmatic. Riflette la crescente consapevolezza della non-attendibilità “dell’ultimo clic”per la definizione delle strategie di advertising, particolarmente rilevante se si tratta di Programmatic.

 

0

Perchè se fai Adwords non puoi perderti il Web Marketing Festival: (personale) Excursus Storico + Codice Sconto!

Correva l’anno 2014 quando decisi di iscrivermi al mio primo Web Marketing Festival, a Roma.

Primo in realtà solo per me…già in quell’anno il Festival giungeva alla terza edizione. E proprio in quei mesi, grazie a un coupon capitatomi per caso in mano e a un libro di Perry Marshall iniziavo un viaggio senza ritorno nell’universo del PPC.

E quell’edizione del Web Marketing Festival per me fu particolarmente significativa perchè, per la prima volta, ebbi l’occasione di confrontarmi con altre realtà: non eravamo più io e il mio account ma diversi inserzionisti da ascoltare, case history da testare, esperti a cui ispirarmi.

Da allora il Web Marketing Festival rimane per me un appuntamento imprescindibile. E non solo perchè mi ricorda i miei primi contatti “reali” con Google Adwords. Anche perchè a prescindere dalla veste “ludica” ed estiva dell’evento ad oggi è uno degli eventi più completi di Digital Marketing in Italiaper il 2017 sono previste 20 sale tematiche, da Google Adwords alla Web Analytics, dal Content Marketing alla SEO, fino all’Ecommerce e al Social Media Marketing. Ma attenzione: completezza non vuol dire perdita di specificità. Tutt’altro. In ogni occasione, in particolare per quanto concerne Google Adwords, ho potuto assistere ad interventi focalizzati, di assoluta qualità che, a prescindere dal livello base o avanzato, ti facevano venir voglia di accendere un PC e metterti immediatamente a sperimentare.

E negli anni molti interventi nelle sale Advertising mi hanno ispirata e continuano ad ispirarmi. Ecco il mio personale Excursus Storico:

Ispirazioni dal Web Marketing Festival 2014

  • Preparare gli strumenti: non avere elenchi di remarketing può essere limitante per campagne “spot” (Chiara Francesca Storti);
  • Identificare segmenti di mercato particolari a cui dedicare azioni mirate (Francesco Tinti)
  • Non trascurare le conversioni intermedie nella valutazione dell’efficacia di un account Adwords (Giampaolo Lorusso)

Ispirazioni dal Web Marketing Festival 2015

  • L’effetto Zeigarnik: “la mente umana ha più facilità a continuare un’azione già cominciata e portarla a termine piuttosto che dover affrontare un compito
    partendo da zero” (Rossella Cenini)
  • Utile testare il Remarketing sugli Annunci Dinamici della Rete di Ricerca (Luigi Sciolti).

Ispirazioni dal Web Marketing Festival 2016

  • “La recenza è positivamente correlata alla conversione nel remarketing” (Gianluca Binelli)
  • Con l’utilizzo combinato di excel e Adwords editor è possibile strutturare campagne con garndi mole di dati (Chiara Francesca Storti e Pasquale Altamura)
  • “Il tempo è un elemento importante nell’attribuire le conversioni” (Filippo Trocca)

E per il 2017?

L’appuntamento è a Rimini, il 23 e il 24 Giugno. Il programma ufficiale e l’elenco dei relatori non sono ancora stati pubblicati ma è ufficiale l’inserimento di nuove due sale rispetto al 2016, la sala “Branding” e la sala “Programmatic” il cui inserimento riflette una consapevolezza della comunità digitale sui trend di crescita del Programmatic Advertising in Italia. (Da tenere d’occhio!).

Se sei arrivato fin qui vuol dire che stai valutando anche tu di esserci. Ecco qui il codice sconto per avere, fino al 16/06, il prezzo bloccato di 99€ + IVA: mediawmf17

Tutte le altre novità e i dettagli sul sito ufficiale del Web Marketing Festival.