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Advanced Seo Tool: Le Ispirazioni dell’Edizione 2018

Il 6 aprile 2018 si è tenuto a Bologna l’Advanced SEO tool, uno degli eventi di riferimento nel panorama della formazione digitale italiana dedicata agli strumenti SEO avanzati. Taglio molto tecnico, momenti di condivisione e discussione con il pubblico, insights sui tool e attività operative rendono l’Advanced SEO Tool una scelta formativa di valore sia per chi si occupa strettamente di SEO ma anche per chi si occupa di PPC, data la crescente consapevolezza dei vantaggi intrinseci ad un utilizzo sinergico delle attività organiche e paid sui motori di ricerca.

Per approfondire: Vincere senza combattere: l’unione tra SEO e PPC come chiave di successo.

Un ambiente più “raccolto” e familiare rispetto ad altri eventi formativi digitali – complici anche il benvenuto con brioche e caffè e l’Advanced SEO Game finale per coinvolgere tutti i partecipanti– una didattica fortemente orientata alla prassi, un team di relatori tra i professionisti più noti nel digital marketing italiano – Enrico Altavilla, Giorgio Taverniti e Marco Quadrella per citarne alcuni – sono gli elementi che ho maggiormente apprezzato di quest’evento.

Ecco gli spunti e le ispirazioni più interessanti raccolte durante la giornata:

Marco Quadrella – Data Studio: Report Analisi e Supporto all’Operatività

Marco Quadrella ha aperto l’evento con un intervento focalizzato su Google Data Studio. In particolare, Marco ha evidenziato l’importanza di utilizzare il tool non esclusivamente per il reporting, ma anche in fase di pre-analisi:

  • CTR per keyword: con Data Studio, creando un grafico a dispersione è possibile visualizzare in modo immediato impression, posizione media e CTR per ogni query. Ciò consente di individuare immediatamente le opportunità di miglioramento, come nel caso di query a basso CTR ed elevati volumi di impression. Una volta elencate tutte queste opportunità, analizzandone le correlate si potrebbero evincere gli intenti di ricerca che, una volta esplicitati in title e description, permetterebbero di aumentare il CTR di quelle query.

  • Analisi stato del sito: Data Studio permette di realizzare grafici a torta rappresentativi degli status code delle diverse pagine, che consente una visione chiara e d’insieme sullo stato del sito.
  • Misurare il content marketing: con Data Studio è possibile, per ogni categoria di sito – sito vetrina, e-commerce, editoriale o sito custom – definire delle metriche di content strategy utili per comprendere la performance dei contenuti, definite a partire dal tipo di contenuto e dalla fase del funnel in cui si trova l’utente.

Enrico Altavilla: Sfruttare le utilissime nuove informazioni di Google Search Console

L’intervento di Enrico Altavilla è stato completamente focalizzato sulla nuova interfaccia di Google Search Console e sulle modalità di utilizzare le nuove informazioni in esso contenute, soprattutto finalizzate a trovare dei problemi intenzionali o non intenzionali da risolvere con un presupposto importante: la necessità di svolgere valutazioni su specifiche classi di URL e non solo sull’intero sito. Ecco alcuni esempi:

  • Sezione Warning: contiene le pagine bloccate da robots.txt, da non confondere con le pagine de-indicizzate che sono invece quelle che contengono il tag noindex. Può nascondere delle opportunità se le pagine bloccate non contengono il noindex.
  • Sezione Errors: contengono le URL con problemi di crawling. I 404 contenuti qui non sono tutti quelli rilevati da Googlebot.
  • Sezione Excluded: qui occorre chiedersi se le esclusioni (404, bloccati da robots.txt o esclusi da tag noindex) siano o meno intenzionali. Questa sezione è la più ricca in quanto contiene informazioni molto utili, come ad esempio le URL escluse poiché Google ha scelto una diversa URL canonica rispetto a quella indicata dall’utente. In questo caso, per comprendere quale sia la “diversa” URL scelta da Google si può fare una ricerca utilizzando l’operatore “info” e il sistema restituirà la risorsa scelta come canonica rispetto a quella indicata dall’utente.

Andrea Pernici: Performance on Steroids: Cicatrici, fratture e lezioni apprese lungo la via

L’intervento di Andrea ha focalizzato sull’importanza della misurazione ai fini della performance e, conseguentemente, della necessità di dotarsi di strumenti avanzati di monitoraggio.

Amplify, ad esempio, per monitorare i server. O Cloudfare, che permette di misurare i problemi di latenza all’interno di una app.

La RUM, Real User Monitoring, permette invece di suddividere i dati di page speed degli utenti reali e, per ogni macchina, utilizzare le dimensioni personalizzate. Ciò consente di analizzare i dati in modo granulare in quanto i dati medi – di default esposti in Google Analytics – possono essere fuorvianti.

Nota da ricordare: qualora nel sito ci siano libreria di terze parti, in fase di test occorre sempre mandarle in fail o in time out.

Giorgio Taverniti: SEO Take Away

Con il coinvolgimento del pubblico nell’identificazione dei termini correlati alla “birra artigianale”, il breve “SEO Take-Away” di Giorgio Tave, in modo molto illuminante, ha mostrato come, con le chiavi generiche, si possano comprendere gli interessi degli utenti già dall’analisi della SERP. Anche il motore di ricerca interno è uno strumento utile per identificare gli interessi degli utenti relativi a un determinato argomento, in base ai quali strutturare la propria content strategy.

Paolo Dello Vicario: from Link Building to Advertising

La link building secondo un altro punto di vista. In un approccio olistico, l’intervento di Paolo Dello Vicario ha mostrato come le tecniche di link building odierne possano essere utilizzate in altri ambiti, come la scelta dei target online e l’advertising. Paolo ha riportato diversi esempi e, tra tutti, mi ha colpita molto lo scraping su Linkedin. Ipotizzando di voler utilizzare degli indirizzi mail di tipo business per delle azioni mirate (Customer match ad esempio), si possono estrarre da linkedin i nominativi e le aziende degli utenti che corrispondono ad un determinato profilo professionale utilizzando il comando:

site:it.linkedin.com/in “ruolo professionale”

Una volta estratti i nominativi e le aziende ad esempio con Scraper for Chrome o con uno script ad hoc in Python, è possibile associarli fittiziamente a degli indirizzi email e alle loro varianti (ex. mario.rossi@azienda.it; m.rossi@azienda.it…), la cui esistenza può essere verificata utilizzando degli strumenti online di verifica mail.

Conclusioni: le ispirazioni dall’Advanced SEO Tool 2018

Networking, confronto con i professionisti e input immediatamente applicabili: seppur di breve durata, l’evento fornisce ai marketers online e ai SEO strumenti immediatamente utili per ottimizzare il proprio lavoro, migliorare le performance delle proprie attività e, perché no, alzare l’asticella nel proprio percorso di crescita professionale.  Assolutamente consigliato!

Michela Marzoli

Michela Marzoli

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